lunedì 6 maggio 2024

NICOLA BONI FEATURING E.L.F.O. PRESENTA “SIRENE

 



 

La forza della resilienza incontra la disillusione dei nostri ideali, smascherando paure e dubbi, ma senza estinguere il pensiero, “Sirene” è un brano sul potere della resilienza, sulla ricerca incessante di autenticità in un mondo devastato dalla finzione e dall’ipocrisia. Un invito a riflettere sulla condizione umana, meditando sul   concetto stesso e sul significato di “essere umano”.

 

Uscito qualche settimana fa e pubblicato in tutti i digital stores, “Sirene” è il nuovo singolo di Nicola Boni che, per l’occasione si è avvalso della collaborazione di E.L.F.O. noto rapper della scena indipendente italiana e ben presente nella scenario musicale attuale con svariati singoli e che qui, ha saputo apportare quel tocco in più per rendere il pezzo davvero originale.

 Un contrasto di voci che coinvolgono l’intera trama del brano, scavando nell’inconscio, il quale diventa una sorta di libro aperto da cui leggere pagine infinite della nostra vita: le nostre fragilità, il senso di smarrimento, di dispersione che quest’epoca infligge in noi, questo tempo così distorto e questa vita così precaria, in una società che sembra non ascoltare la più forte delle voci… Ecco le Sirene, con il loro suono ridondante….Allarmi che suonano per le strade e per le piazze avvertendo di un pericolo imminente, Sirene che ricordano anche un tempo in cui era necessario mettersi al riparo e quindi…quell’irrefrenabile convinzione che occorra urlare per farsi sentire, senza possibilità di poter avere voce in capitolo quando abbassiamo i toni, perché il clamore di ciò che è fuori, contrasta con ciò che è dentro…e Dentro di noi.. .come la voce di Nicola (possente e verace) contrasta con quella di E.l.f.o (calda e vivace). Ed ecco che quest’antitesi vocale rappresenta perfettamente questa sensazione di confusione, di delirio sociale che investe le persone, le loro emozioni, il loro stato d’animo. La sensazione di non essere ascoltati, di lasciare che le nostre bocche vengano chiuse per non creare contrasti, ne crea uno di ancora più grande e imminente: quello tra il nostro pensiero e la vita che viviamo, tra i nostri ideali e la realtà quotidiana.

E mentre le nostre aspettative cadono al margine di un sistema trafitto dau n incontrastabile clamore assordante, l’unica cosa a cui sembra senso dare valore, è il suono del silenzio (“Quante volte ho già apprezzato il suono del silenzio, La mia vita vuole il cambio pure da qua dentro, non esiste un altro giorno che non resto spento, mi hanno tolto proprio tutto fino dall’infanzia, lacrime di sangue il cielo chiuso in una stanza…”). Un grido disperato ma senza voce, ora placata, ora spenta, i suoni delle Sirene…prima assordanti, diventano  ora più lievi, più dolci…Suoni che inebriano il nostro pensiero, volendolo distogliere dalla realtà...

Le Sirene nel brano acquisiscono quindi diversi significati, tra cui uno anche mitologico, dove la perdizione generata dal loro canto, è accostabile a quella di una società che, mentre divora la nostra anima rendendola arida, spera di lasciarci un ricordo dolce di questo furto alla nostra identità, rendendo subdola la sensazione di non essere più noi stessi e di essere vittime di un in-canto. Perché la meraviglia stessa generata da quello che i nostri occhi vedono o da quello che le nostre orecchie sentono, assume un’apparenza molto diversa dalla sua vera essenza e perché la voce è ciò che emerge in primo piano quando si vuole emergere e quindi ecco che il  canto, quel canto ammagliatore, diventa un in – canto, riprendendo il senso mitologico del termine.

 

Ma ecco che ora per far emergere il contrasto, è la nostra voce a dover alzarsi per distinguersi, quasi a simulare la nostra resa…ma  non è così perché la fiducia tradita, verso un mondo che sembra travolgere ogni nostro respiro, non cancella la speranza, che rimane lì, più luminosa che mai…Rimane nell’essere umano quella  forza di rialzarsi, di riprendere fiato dopo una corsa devastante, di ripartire verso una nuova strada, rimane la forza di vivere e di voler farsi sentire nonostante il rumore delle “Sirene”…

 

Sonia Bellin

 

 


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