lunedì 27 gennaio 2025

“IBIZA MAN” È L’ULTIMO SINGOLO DI MIRKO COLOMBARI!




Una vacanza tra amici, un’avventura che si prospetta entusiasmante, una nottata all’insegna della trasgressione… è quest’ondata di freschezza e perdizione che caratterizzano l’ultimo singolo pubblicato da Mirko Colombari.

 

Nato  a Castelnovo ne' Monti, in provincia di Reggio Emilia, il 17 dicembre 1977,  fin da bambino Mirko si avvicina alla musica, iniziando a suonare la chitarra acustica per gioco. A soli 6 anni viene iscritto al conservatorio, dove si dedica alla musica classica per diversi anni. Da adolescente inizia poi a coltivare l'interesse per la chitarra elettrica, accompagnato da un approfondimento degli stili dei grandi chitarristi rock, mentre a 17 anni inizia a scrivere testi e, a 20, decide di dedicarsi anche al canto, intraprendendo il percorso di cantautore.
Nel corso della sua carriera, Mirko studia e collabora con insegnanti e produttori che lo introducono a vari generi musicali – dal rock al blues, dal funky al folk, fino alla musica latina – influenze che si riflettono nei suoi brani. Le sue prime esperienze musicali avvengono con band locali: a 16 anni forma il primo gruppo con amici, mentre a 20 entra nei NAOS, con cui suona cover riarrangiate nei locali e nelle piazze. Successivamente, fonda gli Elemento Naturale, una band con cui inizia a esibirsi live con brani inediti e a registrare in studio.

Risale invece al  2004  il suo primo album omonimo, Mirko Colombari, un lavoro volutamente grezzo e vicino all’atmosfera live, arricchito da sperimentazioni in studio, mentre nel 2008 esce il suo secondo album, C219, un progetto di indie rock italiano con influenze anni ’70 e ’80, in cui le chitarre giocano un ruolo centrale; l’album viene presentato attraverso i media locali e in concerti live nella provincia.
Il 2013 segna un'importante evoluzione artistica con l’uscita di BOK, un album dal sound folk rock inglese, realizzato con musicisti di fama nazionale, un progetto che riceve recensioni positive dalla critica, passando in rotazione su alcune radio regionali, ottenendo riconoscimenti e arrivando alle fasi finali dei premi Pierangelo Bertoli e Augusto Daolio.

Nel 2017 arriva il suo esordio radiofonico con Amsterdam, un brano autobiografico dal sound pop rock orchestrale che ottiene il primo posto nella classifica Airplay Beginners. L’anno successivo pubblica SS 63, un omaggio al Parco dell’Appennino Tosco-Emiliano, e Paese del Sole, un inno all’Italia in stile reggae-rock, che sancisce una partnership con Eko Chitarre grazie alla collaborazione con Massimo Varini. Nel 2019 esce In Viaggio, un album che raccoglie i singoli precedenti e quattro inediti, tra cui Si va, un brano folk rock che conquista spazio nei circuiti indie nazionali. Nel 2020 firma con Artistionline e pubblica nuovi singoli, tra cui Tequila sale e limoneNottestate e Un giorno storto, continuando a esplorare generi che spaziano tra rock, pop e folk con accenni di elettronica.
Il 2021 vede l’uscita del suo quinto album, Pezzi di Vita, completamente autoprodotto e trainato dal singolo Zappa Wifi, che gli vale una nomination al Tour Music Fest. Nel 2022 si apre a nuove prospettive componendo Citizens of the War, un brano in inglese che lo porta alle fasi finali di Sanremo Rock e del Premio Bussola. Nel 2023 e 2024 si distingue nuovamente con i brani Ibiza Man e I Am Free, ancora finalisti di Sanremo Rock.

 

Un successo davvero straordinario per l’artista ma soprattutto una carriera davvero ricca dove, album dopo album e collaborazione dopo collaborazione, fanno si che il confronto e la sperimentazione siano aspetti centrali e imprescindibili del modo di porsi nei riguardi della musica, come in questo ultimo “Ibiza Man”, un  brano dalla forte carica esplosiva, dove il sound scalfisce ogni tempo e ogni battuta, arrivando alle radici del rock, per insinuarsi in un blues vecchio stile con rimandi oltreoceano… La timbrica grezza di Mirko pare graffiare le note che si rincorrono una dopo l’altra per ergersi contro un uragano di possibilità; possibilità di trasgredire, di potersi lanciare a perdifiato, per poi perdere la cognizione del tempo in uno spazio sospeso dove la realtà si confonde con i sogni e dove i sogni non sono altro che desideri inconsci riapparsi dopo tanto tempo nel più profondo di noi….

 

Sonia Bellin

 

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venerdì 17 gennaio 2025

“PERDIFIATO” E’ L’ULTIMO SINGOLO DI LANE

 


 


 

E’ questo il titolo dell’ultimo brano di Lane, nome d’arte di Giorgia Tamburini, giovanissima artista che, dopo il successo del brano “Tik Tak" -che ci ha tenuto compagnia nelle radio per tutta l’estate- ritorna con un nuovo singolo disponibile già da diverse settimane in tutti  i digital stores.

 

Classe 1999, Giorgia nasce a Faenza, dimostrando fin da piccola una forte propensione per la musica, studiando solfeggio e canto in una scuola media ad indirizzo musicale. Inizia quindi a perseguire questa passione, prendendo lezioni private e impegnandosi a capofitto per coltivare il proprio sogno. Si avvicina dapprima al bel canto, per poi intraprendere un percorso volto a perfezionare tecniche per lo più moderne, fra cui l’hip hop, l’indie pop e in generale il pop leggero. La dedizione non manca, né la voglia di mettersi in gioco e di dare una svolta alla sua carriera che non tarda ad arrivare, grazie all’incontro con Raffaele Montanari e la firma del contratto con la PMS Studio, che decretano l’uscita del primo singolo di Lane dal titolo “Stupido Cliché". Uscito nel dicembre del 2019, il brano è solo l’incipit di un percorso artistico davvero ricco di spunti, presso cui l’artista raccoglie momenti di riflessione, per poi elargirli attraverso le parole dei testi e le note delle musiche che compongono le sue canzoni. Da allora, ha rilasciato diversi singoli: "Prendimi l’anima" con Matteo Bartolotti (28 febbraio 2020), "Nelle fiabe non è male" (18 luglio 2020), "Non è tutto oro" (20 novembre 2020), "Motivetto" (4 luglio 2021), "Un po’ come Romeo e Giulietta" (29 maggio 2022), "Grovigli" (13 settembre 2023), "Normale" (22 marzo 2024) e il già ricordato "Tik Tak". In ogni pezzo è presente la maestria del produttore  della PMS Studio Raffaele Montanari che  ne è autore del testo e della musica, ma dove ovviamente non manca mai l’ispirazione inziale e la sorgente emotiva di Lane, che apporta poi con la sua voce la magia finale.

 

Ed ecco che nell’appena inaugurato il 2025, arriva un brano pronto a farci riflettere sull’importanza di valorizzare ogni singolo aspetto della nostra vita, anche quando questa non diventa altro che una corsa frenetica a “perdifiato”, e dove risulta più che mai necessario ed imprescindibile “prendere fiato”. Ed è da  questo gioco di parole ossimorico che nasce l’idea per il suo ultimo singolo, il brano che da una di queste parole prende appunto il titolo: il bisogno di respirare, di lasciarsi sfiorare dal vento, sentendo la nostra pelle a contatto con esso e assaporando tale momento come se fosse l’ultimo.

L'artista ha scritto il brano ispirandosi a quelle persone care che ci invitano a rallentare, a vivere il presente e a coglierne l'essenza. Troppo spesso siamo concentrati sul traguardo finale, come se solo raggiungendo questo, potessimo finalmente essere felici, a discapito però di perderci il bello di ciò che viene prima, ovvero del cammino e delle mille avventure per raggiungere tale traguardo, senza darci l’insostituibile libertà di lasciarci andare, godendo appieno ogni singolo istante. In “Perdifiato” Lane descrive come in questa corsa frenetica verso un traguardo che appare sempre più lontano, perdiamo il vero senso della nostra esistenza e quindi la vera gioia che vive dentro  di noi, ma che non riesce ad esprimersi, in quanto troppo concentrata su un qualcosa di tangibile, anziché focalizzarsi sul nostro Io. Ecco allora come appare importante a volte, fermarsi, riflettere e capire che cosa davvero ci fa stare bene e che cosa ci renda così forti. Trovare il tempo da dedicare a noi stessi, alla nostra ricchezza interiore e coltivarla.

 

  Sonia Bellin




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lunedì 13 gennaio 2025

“FUORI DAL CORO” È L’ULTIMO SINGOLO DI MAVERO FEAT. KHEF

 



 

E’ uscito il nuovo singolo di Maurizio, in arte Mavero, artista nato a Napoli nel novembre dell’89 e che  sin da piccolo, grazie alle influenze di sua sorella, cresce ascoltando musica di vari generi, divertendosi ad imparare testi a memoria ed a canticchiare in casa per gioco.

 Ed il talento diventa subito casa sua, perché nella musica e nella poesia delle parole, Mavero sente di essere se stesso e di potersi esprimere buttando fuori emozioni, sensazioni, pensieri…Pensieri che si fanno parole e parole che diventano musica, canzoni… Le canzoni diventano così la chiave per leggere il mondo e un album in particolare fa breccia nella vita di Mavero: l’album “Meteora” dei Linkin Park che fa capire all’artista quanto quel genere fosse nelle sue corde, non solo stilistiche, ma soprattutto emotive. Quelle parole, quei suoni, diventano fonte di ispirazione per scrivere e per carpire nuove idee, presso cui dar voce alle emozioni. Ed ecco che, dopo aver intuito come il suo genere preferito fosse il rock, Mavero - affascinato dagli strumenti a corda- inizia ad avvicinarsi alla chitarra, imparando a suonare lo strumento da autodidatta.

Soltanto da poco invece, poco meno di  un anno, l’artista  si cimenta anche nel canto, iniziando a scrivere ed arrangiare i suoi brani, in inglese ed italiano, nonchè ad esibirsi live con alcune band. Nel 2022 Mavero pubblica due singoli con i “JeG”, grazie ai quali viene notato dall'Etichetta Discografica PMS Studio di Raffaele Montanari, con cui attualmente collabora e con cui da inizio alla sua carriera discografica. Il primo brano che l’artista lancia dopo la firma del contratto con la PMS studio è in realtà una cover di un brano  degli Audioslave "Like a Stone”, a cui segue poi, due anni più tardi, l’inedito  dal titolo  "Dal mio angolo buio", un brano che suggerisce all'ascoltatore di non arrendersi mai di fronte alle difficoltà della vita e che ben esprime l’attitudine rock di un autore, la cui forza determina le carte messe in gioco e quindi la volontà di perseguire il proprio sogno e di portarlo avanti fino in fondo.
Da diverse settimane invece, è presente nelle radio e nei digital stores il nuovo e imperdibile singolo di Mavero, ovvero il brano intitolato “fuori dal coro”, e che presenta il featuring di Khef, un brano il cui titolo non deve sviare, in quanto non si parla di identità o di prevalenza ma d’amore. L’ultimo pezzo di Mavero non è altro che una storia d’amore raccontata e vissuta con estrema intensità; tanto passionale nel suo essere e così particolare da risultare “fuori dagli schemi”, “fuori dal coro” appunto, dove la concretezza  delle immagini vissute, fanno da contrappunto ad un’idealità amorosa così intesa, da risultare quasi indicibile, oltre che impensabile, ma che è vera più che mai perché vissuta in prima persona e vista con lo specchio del proprio Io e del proprio percorso di vita.

 

 

Sonia Belllin

 

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lunedì 16 dicembre 2024

“L'AMORE È IRREVERSIBILE” E L’ULTIMO SINGOLO DI LUCA LOMBINI

 


 


 

Una canzone che svela sentimenti e situazioni contrastanti… Un ritmo a tutto rock con striature che colorano il brano anche di tinte hard rock… Una timbrica unica che lenisce ogni nota, per alleggerire il suono in alcuni momenti, mentre in altri, al contrario per caricarli, dando libero sfogo al significato racchiuso nel testo.

 

Luca Lombini, nasce a Mantova il 25 luglio 1992 e la sua  passione per la musica inizia a manifestarsi fin da subito, quando ancora molto piccolo, incuriosito dalle colonne sonore dei film anni ‘80, comincia ad ascoltare  il rock di quel decennio. Inizia quindi  un percorso artistico, che lo porta a studiare  canto moderno con la cantautrice/vocal coach Jenni Gandolfi.

Successivamente, Luca calca  palchi importanti come il Teatro Bibiena, il Teatro di Mantova e il Teatro Olimpico di Sabbioneta, in cui interpreta brani di Fabrizio De Andrè negli spettacoli organizzati e diretti sempre dalla cantautrice mantovana e patrocinati dalla “Fondazione Fabrizio De Andrè”. Molti sono gli spettacoli canori ai quali Luca ha preso parte, interpretando brani di musical come Notre Dame de Paris e Phantom of the Opera. Tra i contest più importanti ai quali  ha preso parte, possiamo annoverare il concorso per cantautori, organizzato dal noto cantautore e produttore bolognese Marcello Romeo e il Festival del Garda, nel quale Luca ha vinto il primo posto con il suo primo brano inedito “C’era una volta” .

Nel 2022 esce il suo singolo di debutto “Fuoco e polvere” con l’ etichetta discografica PMS Studio di Raffaele Montanari e, nel Luglio 2023, esce sempre con PMS Studio, il singolo "Giulia”,

per arrivare poi all’ultimo singolo, uscito da qualche settimana nelle radio e nei digital store ed intitolato “l’amore è irreversibile”, un testo che rappresenta una presa di coscienza sull’amore e sulle svariate sfaccettature che tale sentimento acquisisce in chi lo vive nel tempo. Appena ci si innamora infatti, si ha la sensazione di essere travolti da un’ondata di gioia dove tutto è possibile, dove ogni cosa appare raggiungibile e dove il tempo, sembra come fermarsi; ma tale momento ovviamente non dura per sempre e, quel tempo ritorna a scorrere più veloce di prima, riavvolgendo anche il nastro del nostro passato e facendoci vedere gli scenari vissuti. Memori di alcuni ricordi di cui la musica ci aiuta ad immortalare, viviamo le nostre emozioni spesso proiettandole nel passato e chiedendoci se magari, tra le varie possibilità, ci sia anche quella di fare ritorno a quel tempo, a quel lieto vivere che dipingeva le nostre giornate con colori tersi. Ci si accorge però come poi, arrivati ad un certo punto, l’amore ci ponga delle scelte che corrispondono anche alla nostra vita e a come abbiamo intenzione di proseguirla, comprendendo che, in determinate situazioni, l’amore, diventi a senso unico. “L’amore è irreversibile “ tratta proprio di questo, riflettendo su quanto sia complicato, quanto meraviglioso, quel sentimento che da secoli affascina scrittori e musicisti. E Luca Lombini si inserisce tra questi e pone nero su bianco le immagini prima offuscate e ora nitide capaci di rivelare in modo univoco che cosa esse vogliono significare, rendendo chiaro quindi che, ad una certa maturità sentimentale, l’amore non ha più un doppio senso di marcia e che alcune scelte, diventano poi irrimediabili, trasformando chi lo vive e chi ci circonda. La canzone quindi, al di là del sound molto impetuoso e del genere che da sempre appassiona l’artista, vuole far riflettere su quanto sia importante capire le possibilità che abbiamo davanti per poi non rimpiangere una situazione che auspicavamo diversa da quella che ora stiamo vivendo. Si tratta di attimi e istanti talmente ravvicinati che alle volte, diventa difficile allinearli o dividerli per trovare quello giusto, ma con questo brano Luca Lombini svolge davvero un’analisi attenta e dettagliata delle dinamiche amorose e lo fa, ovviamente, con un ritmo serrato e del tutto in contrasto con la raffinatezza narrativa del testo e del suo significato, quasi a voler evidenziare la tensione soggiacente al significato steso del brano.

 

 

Sonia Bellin

 


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domenica 8 dicembre 2024

ANDARE VIA E’ IL NUOVO SINGOLO DI LICAE

 



 

Il nome d’arte è un diminutivo artistico di Alice, con alcune reminiscenze verso la lingua latina, insomma…un’originalità che non si esprime soltanto in musica, ma anche nella scelta stessa della modalità con la quale presentarsi al pubblico.

Alice Mordenti, questo il vero nome della cantante, ha rilasciato da qualche settimana il suo ultimo singolo dal titolo “Andare via”, presente già in tutti i digital stores e in tutte le radio, dove sta riscuotendo un grande successo, grazie ovviamente la talento di questa giovane artista, che inizia prestissimo il suo percorso musicale, influenzata dalla famiglia, che vive da sempre di musica. Circondata da questo mondo che l’ha sempre fatta sentire a suo agio, dandole modo di rivelare la sua vera identità, Alice sviluppa ben presto una passione per la musica, che diventa esigenza espressiva e voglia di mettersi in gioco, ed ecco che, anno dopo anno, si cimenta nello studio e nell’esercizio, cantando e ascoltando quello che più fosse vicino alle sue inclinazioni, facendo emergere così, le sensazioni e le emozioni racchiuse dentro le note a lei più famigliari.

In concomitanza con uno studio costante e un ascolto assiduo di svariati generi, che trovano nell’indie pop italiano la chiave espressiva per svelare il suo mondo musicale, Alice inizia anche a partecipare a vari contest e festival, dove ha modo di farsi conoscere e di confrontarsi con un pubblico vero  e proprio e dove- di lì a poco- entra in contatto con l’etichetta musicale che poi pubblicherà il suo brano “Andare via”, ovvero la PMS studio di Raffaele Montanari. Un’opportunità davvero importante per la sua carriera che in poco tempo, trasforma i suoi sogni in realtà, dandole l’occasione di potersi esprimere liberamente, ma soprattutto, di valorizzare al massimo la sua passione, trovando il suono che meglio possa identificare il suo percorso autobiografico e le sue emozioni riversate poi in musica. “Andare via” è un chiaro esempio di questo grandioso lavoro avviato da poco ma destinato a produrre risultati strabilianti; il brano infatti, nonostante il significato profondo che sottende nel testo, ha un appeal e un sound molto moderno e travolgente e rispecchia la 100% il mood di Alice Mordenti. Freschezza, fluidità e ritmo…tre ingredienti amalgamati alla perfezione in mix davvero innovativo che arriva diretto all’ascoltatore .

Andare via è una canzone che tratta di una relazione complessa, dove i due protagonisti sono innamorati, tuttavia il loro sentimento sembra serbare delle contraddizioni che, non fermate sul nascere, hanno creato delle incomprensioni che con il tempo, si sono rivelate distruttive, come lo è la relazione stessa che loro a malincuore portano avanti, rendendosi conto di come sia comunque inutile perpetuare un legame che non ha alcun senso di sussistere…. Un legame che rischia di ledere l’identità di ognuno, perché incapace di essere vivido e trasparente, dove la felicità è solo apparente e dove il tempo sta solo procrastinando un addio…. Una di quella situazioni dove è facile ritrovarsi e dove ogni ascoltatore può intravedere se stesso, anche se non in riferimento ad una relazione sentimentale… Insomma un brano dove il testo riflette un senso di vacuità emotiva con l’esigenza di liberarsi dell’ipocrisia, per lasciare andare ciò che di più sincero è racchiuso nel cuore per sentirsi più liberi e più se stessi.

 

Sonia Bellin

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venerdì 29 novembre 2024

ESCE IN TUTTI I DIGITAL STORE IL NUOVO ALBUM DEI MUSICANTI DI BRAMA

 


 


Dopo la pubblicazione in tutte le radio del singolo “presunti onesti”, ecco il primo album della band, intitolato appunto “musicanti di brama”

Il progetto musicale inizia nel 2018, quando la cantautrice romana Daniela Maurizi e il chitarrista svizzero Michael Wernli, alias I due WerMau, autori dei brani, decidono poi  di ampliare la formazione  con il batterista Alberto Proietti Gaffi, diventando il trio “Musicanti di brama”. Nel 2022, si unisce al gruppo il bassista e arrangiatore Antonio Abruzzese, mentre Nel 2024, entra il nuovo batterista Luca Giudice.

 I brani, composti musicalmente da Wernli e Maurizi, autrice dei testi, attraversano diversi linguaggi popolari del mondo e della tradizione teatrale cantautorale italiana: dagli echi di Gaber, alla chanson française, dal jazz allo swing, dal sirtaki alla tammurriata, dal pop al rock progressive con tematiche che si soffermano in sull’uomo e sulla sua natura, in un viaggio attraverso gli stereotipi e di come questi possano ergersi a simbolo della nostra identità.

Questo viaggio nel linguaggio simbolico e ironico, dove il sarcasmo diventa una chiave interpretativa capace di svelare significati profondi inerenti la natura umana, comincia con il singolo apripista dell’album, ovvero “Presunti onesti”. Il brano è un’ironica rappresentazione dei modi di dire che impregnano il nostro linguaggio, condizionando il pensiero e i destini degli individui, con tutte le conseguenze sociali ed emotive che ne derivano. Lo stesso stile cadenzato che ricopre il testo, lo si ritrova poi nella composizione musicale, dove le dissonanze creano contrasti in gradi di proiettare immagini inedite, dando ritmo al linguaggio e ritmando lo stesso intercedere del suono che appare scomposto, accostato alle parole in maniera talvolta compulsiva, proprio  per creare un’esaltazione stilistica che metta in evidenza lo spessore espressionista tipico della band.

Una band la cui identità si manifesta nei suoni come appunto nel linguaggio, dove il registro comico si affianca ad accordi dissonanti, con uno stile unico, fatto di rimandi, di  proiezioni e di congetture linguistiche, degne di un vero spettacolo circense.

“Presunti onesti” è un brano che nasce dalla volontà di smascherare la falsità della società e di come la natura umana non possa minimizzarsi in modo univoca, data la sua complessità. Lo stesso approccio che la quotidianità ci porta a presentare, è in contrasto con il nostro essere: vario, sorprendente ed innovativo, rispetto ad un  modello pragmatico e anonimo che conforma ogni persona ad uno stereotipo. La natura umana è inconciliabile con tali pragmatismi ed ecco che, le canzoni dei Musicanti- attraverso questo stile decisamente fuori dagli schemi- vogliono proprio smascherare questo ripiego della società verso i luoghi comuni, per mostrare il vero volto dell’essere umano, fatto di imprevisti, di contrasti e  di chiaroscuri e mai uguale a se stesso.

In questo viaggio dei musicanti di Brama, dove il nome del gruppo fa capire quanto la passione, la brama appunto, sia lo spirito che pregna ogni lembo della loro opera, è un viaggio dove i  luoghi comuni diventano luoghi reali… Come se i personaggi e le loro storie- le storie dei musicanti- prendessero vita, divenendo dei frammenti di scene quotidiane, intervallate da momenti musicali dove i suoni rincorrono le parole. Parole che detengono un significato preciso, ma al contempo capace di assumere diversi significati, perché se è vero che ogni  termine ha una precisa connotazione semantica, è anche vero che le canzoni viaggiano come le parole stesse, e ognuno può poi interpretare tali significati in maniera personale.

I temi affrontati nell’album sono tanti ma con un denominatore comune, ovvero quello di spiegare la natura umana e la sua complessità. I diversi contenuti si sviluppano attraverso un linguaggio musicale che dal cantautorato italiano, arriva allo swing, per poi far breccia su generi che vanno al di là della canzone intesa come tale. Qui a parlare non è solo il testo o la musica, perché il protagonista è anche il teatro. Una “canzone- teatro” che fa leva su un linguaggio artistico raffinato ed elegante, capace di elargire significati altrimenti indicibili. Uno spettacolo scenografico, dove la scenografia è  data dall’azione scenica stessa… dalla presenza dei musicanti, che danno vita ed a questo spettacolo essenzialista ma allo stesso variopinto di colori e dove le armonie dei suoni, incontrano questi colori evidenziandone la luce.

 

Un gioco linguistico che diventa poi un gioco musicale, dal momento che,  Daniela scrive i testi e canta assieme al chitarrista che è il compositore oltre che il marito di Daniela.

C’è un accostamento culturale che impregna anche l’aspetto musicale dell’album e dove la tradizione prettamente italiana – primo fra tutti Gaber- trova un valido riferimento della band, incrociando poi quella francese e mitteleuropea.

Poliritmia, dissonanze, con  una melodia che diventa talvolta stridente, per contrastare e quindi stupire; sarcasmo ed ironia con parole che si rincorrono tra di loro, come il tempo stesso che irrompe. Un giocare con la tradizione mettendola in crisi, come lo stesso modo di vivere preso di mira nei testi e con uno spirito punk che trasuda nello stile e nell’approccio della band.

Uno spettacolo scenografico che affronta tante tematiche, che tocca diverse culture ma anche uno spettacolo “popolare”, con un gusto per l’ironia la quale crea, trasforma e solleva domande, lasciando in qualche modo intendere una risposta ma senza tradurla in modo letterale e lasciando quel senso di sospensione,  dove ognuno può intendere un significato, inscrivendolo all’interno di queste parole…Parole che sono rivelatrici continue e che non hanno un senso unico ma una pluralità di significati e significanti, in un gioco espressionista che apporta interattività all’opera della band.

Uno show che sfiora diverse tematiche grazie all’approccio stesso della cantante, che esige colori contrastanti in una frapposizione di suoni e culture, davvero ricca di spunti per riflettere, attraverso l’ironia, sul nostro tempo e sullo scorrere inesorabile delle parole.

 

Sonia Bellin


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domenica 10 novembre 2024

“TI REGALERO’” E’ L’ULTIMO SINGOLO DI SESHA

 



 

Eleganza, compostezza, senso di coinvolgimento, come se i nostri sensi venissero rapiti da questa voce fugace e dal suono che la trasporta …non vi è un posto preciso dove essa si dirige, perché le tonalità  di Sesha sono in grado di arrivare nei luoghi più remoti dell’anima, anche quando questa appare scissa.

 

“Che strano è il mio cuore ha voglia di parlare, di prendere un po' d'aria di respirare, ma non ti chiederà…Se ti rivedrà…”

Al secolo Serena Mosconi,  Sesha è cantante e musicista di diversi strumenti, le piace la musica e ne è appassionata fin da quando era piccola. Sesha ha iniziato alla giovane età di 6 anni i suoi primi studi musicali, strumentali e canori presso la scuola di musica "Cesare Roveroni" di Santa Sofia (FC), dove lei stessa vive. Attualmente nella scuola, studia canto moderno con l'insegnante Valentina Sacchetti, genere prettamente pop italiano e inglese da 12 anni. All'età di 17 anni Serena si è esibita per la prima volta in tv come ospite nel programma televisivo "A treb" sul canale Videoregione. I suoi studi musicali sono continuati presso il Liceo Musicale "Antonio Canova" di Forlì, che l'ha vista anche impegnata in un concerto assieme al Conservatorio "Bruno Maderna" di Cesena, andato in onda sul canale Teleromagna. Attualmente sta frequentando il terzo anno presso il Conservatorio "Bruno Maderna" di Cesena, nel corso principale di flauto traverso sotto la guida della docente Filomena de Pasquale. Serena, insieme ad altri allievi del Conservatorio, ha suonato l'inno di Mameli presso il Teatro Bonci per accogliere il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella; è inoltre attiva come soprano solista, corista, flautista e ottavinista nel Coro Polifonico "Papa Raineri da Bleda-Aps" diretto dal M. Ezio Monti e come flautista jazz nella Big Band diretta dal M. Giancarlo Giannini. Serena ha realizzato alcuni brani registrati in studio, nati dalla collaborazione con l'autore e compositore Moreno Lombardi, tra cui due videoclip.

Con il brano "Amami qui" è iniziata la collaborazione con l'Etichetta discografica PMS Studio di Raffaele Montanari, e che sta tutt’ora proseguendo con il suo ultimo singolo "Ti regalerò", un brano  che racconta di un rapporto puramente fisico e dove i sensi vengono coinvolti in ogni singolo aspetto, creando un vortice sensoriale davvero unico.

 La voce di serena Mosconi,  rilascia lembi di passionalità dispersi tra le note di questo pezzo il cui incipit appare disteso e raccolto, così come la sua voce, calda e distesa ma pronta innalzarsi, non appena le emozioni sussultano, rilasciando quel senso di trasporto che ci porta lontano… un luogo senza una fissa dimora perché quello che conta è vivere il presente, in questo brano che narra degli istinti e di come questi guidino il nostro Io. I corpi nudi di questi due ragazzi che si muovono in modo sinuoso, mentre la mente e il cuore cerca di sfuggire ad una sorta di incanto, a questa magia dei sensi dove niente sembra resistere… Ma non è così… Se è vero che il cuore parla una lingua che la mente non può capire, è anche vero che i sensi talvolta inscrivono nell’anima qualcosa di indelebile… E allora ecco che queste sensazioni tattili diventano emozioni da vivere e da inscrivere dentro chi le prova, emozioni che hanno un significato legato a quel momento e che si raccordano poi con la mente, spiegandole dove finisce la fantasia e dove ha inizio la realtà. Un cerchio che si chiude ma anche due mondi che comunicano tramite il portale del cuore: mente ed anima unite dalla ragione, legando lembi emotivi con quelli sensitivi e dimostrando che non c’è un senso univoco nei sentimenti e che questi possono anche scaturire dalla passionalità pura, andando a ritroso attraverso un cuore che non rimane inerte di fronte ai sensi.

 

Sonia Bellin



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