giovedì 30 aprile 2020

FRANKAVILLA E IL PROGETTO TUTTO NASCE PER CASO: UN PRIMO MAGGIO …ALTERNATIVO



Ci sono stati molti cambiamenti in questi mesi nelle nostre abitudini e nel nostro stile di vita..fra tante cose, i concerti, i festival, le rassegne musicali…ogni evento è salato e rimandato...tuttavia la musica, quella ha continuato a risultare: per le radio, nelle case, fuori nei balconi e, ovunque aleggiava una nota di spensieratezza, si posava un pensiero più leggere in chi ascoltava…ecco perché nonostante l’emergenza sanitaria provocata da questa pandemia, anche questo anno il Primo maggio ci sarà, non sarà solo un calendario a ricordarci la festività. Glia artisti si alterneranno su un palco virtuale, messo in piedi dalla voglia di complicità di restare uniti.

Un primo maggio….di certo alternativo sia per la musica proposta, ma in particolare per come i vari  concerti si terranno in questo giorno di festa in piena primavera.
E da un’idea, da una pagina facebook unita ad un canale you tube più che mai attivo in questo giorni di distanze riavvicinate, che prende il nome di TUTTO NASCE PER CASO, si è pensato di non smettere di dare voce agli artisti, una delle categorie senza dubbio più colpite da questa emergenza sanitaria. La giornata prederà il via con la presentazione di  Magda Palazzi Frankavilla Raffaele e Vito Urut's Casulli.
A seguire l'intervento dell'editrice nonché regista cinematografica Elisabetta Sgarbi, subito dopo spazio ai vincitori del contest organizzato dalla Krù degli SFK; a tal proposito vanno i nostri doverosi ringraziamenti a Mimmo Freezer per la collaborazione, per poi lasciare spazio ai vincitori del contest. L'entrata di ogni artista sarà preceduta da un medley video dell'artista stesso, una breve chiacchierata dei momenti più belli della vita artistica degli ospiti, focalizzandoci sulla situazione attuale, con uno sguardo in prospettiva. Il tutto sotto la solita e attenta regia di Claudio Pugliese
Vi aspettiamo numerosi, la diretta sarà disponibile sui canali #facebook e #youtube di  #tuttonascepercaso.




mercoledì 29 aprile 2020

L’INTERVISTA ALLA BAND PADOVANA EVOLVE ALBA


Sono Nicola Lazzaro (voce, chitarra e synth), Nicola Ongania (Chitarra), Luigi Carrai (batteria) e Melissa Sgorlon al basso, i componenti degli EVOLVE ALBA, band padovana che inizia il suo percorso nel 2018 e che in queste settimane stanno promuovendo il loro nuovo singolo …
Li abbiamo incontrati e intervistati per saperne di più a riguardo…

Benvenuti ragazzi…
Partiamodal vostro background musicale, che dal progressive metal, include il rock e anche l’elettronica…quest’ultima in particolare riguarda la vostra più recente produzione…come mai questo cambio di rotta..?
Siamo cresciuti ascoltando Led Zeppelin, Nirvana, Marilyn Manson e Nine Inch Nails. Amando l’elettronica è giunto il momento di evolvere come musicisti, senza rinnegare il passato ma con la carica di sonorità nuove.Affiancando le chitarre pesanti al digitale,  abbiamo ottenuto una direzione che riesce a descriverci e a trasmettere energia esplosiva

La vostra è una band che raccoglie tre diverse generazioni…quanto questo arricchisce la vostra indole musicale …?

Tantissimo, infatti siamo un mix di sonorità ed esperienze, nessuno riesce ad attribuirci un genere, questo secondo me è dovuto al mix di esperienze ed ascolti.
In questi giorni ne abbiamo sentite di tutti i colori, qualcuno ci ha detto che si sente molto l’influenza di tutti i gruppi che ci hanno fatto crescere. Ma essendo disparati, non seguono mai una sola linea. 

” La necessità di espressione in un tempo ingrato ci portò a Evolvere” è una delle frasi con cui amate descrivervi…risulta la musica una modalità di evasione dalla realtà…e come è possibile da questa evolversi…?

Viviamo in un momento assurdo, la società sembra essere impazzita, ipnotizzata, abbiamo tutti dei comportamenti assurdi, creiamo falsi miti, falsi ideali e lasciamo che il quotidiano ci travolga. Privi di direzioni concrete.
Siamo convinti che ormai l’umanità debba evolversi perchè altrimenti ci aspetterà solo un buio asettico e freddo. Accedi al primo tg e puoi sempre restare a bocca aperta.
La musica è evasione, intento, e desiderio, oltre al semplice racconto. 

L’alba in questo caso rischiara su un’incessante volontà espressiva che si definisce attraverso la musica, ma anche con le parole…”RINCORRIMI” non è una semplice storia d’amore ma anche il racconto di chi ad un bivio non guarda indietro, ma avanti…
Era un’alba da rincorrere per non essere persa, e se colta, mostra spazi infiniti.
Non puoi vivere l’amore osservando emozioni che legano il passato.
Puoi creare uno slancio solo se vivi senza le sovrastrutture del passato.

Si corre verso nuove fonti di ossigeno,e si fatica a farlo solo quando non si è più abituati. E iniziare a correre porta un volano di sentimenti che si amplificano fino ad esplodere.

Avete realizzato anche un video del brano, presente su You Tube, dove la rincorsa e la velocità, è ben resa dai diversi colori e posizioni…
La scelta è stata fatta per dare senso di velocità e un’idea di comunicazione senza limiti con i colori, i luoghi sempre diversi, ognuno con un carico di emozioni da poter raccontare.Dovevamo rappresentare i frammenti di una contropartita a questa rincorsa. Le scritte sono volutamente a mano.
È essenziale che una lettera sia scritta a mano, perché sia vera agli occhi di chi legge.
Perché un’emozione la puoi imprimere sullacarta, e mai potresti fare lo stesso con un file in digitale.

Da session live nei locali a Sanremo rock, ricordiamo infatti che siete stati selezionati per il Veneto dal prestigioso concorso …come avete accolto questa notizia..?
Avevamo appena vinto premio compilation di Rock
Targato Italia e quando abbiamo appreso di essere stati selezionati per Sanremo Rock abbiamo festeggiato….in modo diversamente responsabile! ;)
Abbiamo qualcosa di interessante da raccontare e forse stiamo trovando il giusto modo di farlo! 

Prima di salutarci…qualche accenno ai progetti futuri…ci sarà un album…?
Stiamo lavorando su diversi singoli con un’attenzione maniacale ai dettagli, perché siano prodotti di qualità. Ma stiamo registrando brani decisamente incisivi, con l’elettronica presente e importante. Un album ad oggi sarebbe prematuro ma un passo alla volta ci si arriverà. 
Per i progetti futuri nel frattempo, oltre alla musica, stiamo preparando uno spettacolo da portare sul palco per renderci ancora più coinvolgenti, ma oltre… non si può svelare! 


lunedì 27 aprile 2020

LA MUSICA NON SI FERMA… INSEGUE LE PAROLE E LA LORO FORMA



Non sono soltanto le idee a prendere forma, come dimostra questo straordinario progetto di Leone Marco Bartolo, un cantautore siciliano, interprete di musica popolare, non solo
chitarrista, ma poliedrico strumentista e arrangiatore, intinto di
sfumature classiche e sonorità rock. Leone è tra gli autori, ed esecutore dal vivo, della musica per lo spettacolo “Storia di un uomo e della sua ombra - Mannaggia 'a mort”, della Compagnia Principio Attivo Teatro, opera finalista al Premio Scenario Infanzia 2008” e vincitrice del “Premio Eolo Award
2010” e del “Premio Padova 2010”, con all’attivo oltre 400 repliche
in tutto il mondo.
Dal 2014, Bartolo,  insieme ad Andrea “Pupillo” De Rocco dei Negramaro,
compone e cura la musica dal vivo per lo spettacolo “Due parole in
croce”, di e con Giuseppe Semeraro, poeta, regista e scrittore
pugliese.
Nel 2016 invece, compone, arrangia e suona le musiche per la canzone “Le
Giravolte”, finalista al Premio Mia Martini 2016”. Sempre nel 2016, il cantautore collabora con Marco Corrao nel suo disco "Storto" e alla produzione
di "Ciricò", della cantautrice siciliana Sara Romano, vincitore del
Premio Ciampi - Città di Livorno 2016 come miglior brano inedito.
LEONE MARCO BARTOLO ha all’attivo 3 album, “Birbanti” del 2005, con I Birbanti , “Calliope e Euterpe” del 2011, scritto a quattro mani insieme al fratello Salvatore Bartolo e “Ancora un Pop”, pubblicato nel 2017.
BOLERO VECCHIO DI TRENT’ANNI  è  un brano che nel trattare il tema della tolleranza e nel rispetto reciproco dell’umanità, prende  ispirazione da una storia; una storia che potrebbe essere quella di tutti noi ma che qui, trova la sua origine dalla lettura di un best seller dello storico Yuval Noah Harari 
Il testo del brano  racconta l'esperienza nelle grandi bande da giro del sud Italia di Leone Marco Bartolo e di come, per non annoiarsi durante le esecuzioni lunghe varie ore dei classici lirici, la fantasia aiutava a mischiare i generi "classici".
Musicalmente vede la partecipazione della banda musicale "Vincenzo Bellini" di Longi (Messina) diretta dal Maestro Leone Lazzara e del canto raggamuffin dell'artista siciliano Ras Pepy e, ricercando una radice comune, mescola vari generi in un groove unico e originale. Gli arrangiamenti sono invece curati da Leone Marco Bartolo, Leone Lazzara e Giuseppe Baiunco, in un pezzo che miscela, oltre che parole ed immagini, gli strumenti :più caratteristici della tradizione mediterranea.
Un invito alla spensieratezza consapevole e un ‘integrazione che non trascura neanche un genere musicale, ma li fonde tutti insieme in unico stile: quello della tradizione popolare e dei suoni più atavici. Mito, leggenda, sogni a picco nella realtà e realtà sognanti…Quadri surrealisti dove si alternano immagini biunivoche: la perfetta unione tra musica e filantropia, nella concezione accettata di una risaputa eguaglianza.



Sonia Bellin



sabato 25 aprile 2020

L’INTERVISTA A SIMONE PESATORI





In questi tempi che ci separano, cerchiamo di unirci attraverso la musica, e con chi riesce a legare suoni e generi così diversi, che dal pop, arrivano all’heavy metal..si tratta di Simone Pesatori, in arte EMONIS…gli abbiamo rivolto qualche domanda, tra cui la sua opinione di questi giorni “obbligati”

EMONIS, ma Seventh Season oltre che SINTONIA DISTORTA…sono ben tre i progetti musicali che porti avanti…ognuno rappresenta una parte di te…?
In effetti, sì! I Sintonia sono la band che ho co-fondato ormai quasi 25 anni fa…potrei definirla la mia seconda famiglia, la mia seconda casa…è ciò che, in termini musicali, ha sempre espresso, in modo molto naturale, il mio modo di essere e di sentire…in questi ultimi anni, tuttavia, ho sentito crescere più forte in me l’esigenza di dare spazio e libertà espressiva anche al mio lato più…”pop”, oltre a quello che per me può essere considerato “il primo vero grande amore”, ossia l’heavy metal!
In fondo mi hanno sempre definito un “metallaro anomalo” (ahahah), visto che, nel tempo, all’interno del mio stereo si sono alternati Iron Maiden, Helloween, Nomadi, Grignani, Ozzy, Tiziano Ferro, Ruggeri, Gotthard, ecc ecc ecc…Qualcosa vorrà pur dire se sono poi arrivato a questi 3 differenti progetti, no??;)

Come si distribuiscono le diverse vocazioni musicali, nel momento in cui componi…?
Mah, credo che tutto – come in fondo è sempre stato - avvenga in maniera molto naturale…spesso parto da un’idea, da un concetto che mi piacerebbe esprimere…e in quella fase non è ancora possibile capire in quale ambito musicale il brano possa confluire….è poi lo sviluppo dello stesso, l’andamento che assume durante la stesura delle linee vocali e melodiche, ad indicarmi se sarà un nuovo pezzo Sintonia Distorta o Emonis o Seventh Season…una cosa posso dire con certezza: dovunque esso finisca, e a prescindere dalla qualità che possa offrire, quella canzone sarà pregna di tutta la mia passione!;)

Notevoli sono state le collaborazioni che hai avuto, che ti hanno sicuramente influenzato nella scelta compositiva, oltre che stilistica, quanto è stato formativo il percorso con esperti..?
Sì, e credimi, ancora fatico a crederci! Mai avrei pensato – giusto per fare un paio di esempi - di duettare con uno dei miei idoli di sempre (Roberto Tiranti) oppure di ascoltare il “solo” di un fuoriclasse come Luca Colombo, all’interno di un brano dei Sintonia!...io che più volte l’ho ammirato al Forum di Assago!...Evidentemente qualcosa di buono, io, la band - ma anche lo stesso Loris Furlan e la sua Lizard Records che ci ha dato fiducia - siamo riusciti a costruirlo nell’arco di tutti questi anni…con tanta gavetta, tanta passione; quella passione che, forse, a certi “addetti ai lavori”, non dev’essere passata inosservata! Non posso che esserne fiero e grato. Anche perché sono esperienze dalle quali puoi trarre innumerevoli insegnamenti…penso ai consigli di Luca Pernici e di Cosimo Zannelli durante la lavorazione di “Love is all we need” o al mix creativo fatto al Treehouse Lab di Lodi da parte di Fabio Zuffanti in occasione del nuovo album Sintonia. Al fianco di musicisti di questo calibro si impara semplicemente stando in silenzio….ed ascoltando non solo la spiegazione su quel determinato passaggio, ma “come” la stessa ti viene illustrata!...

Fra queste collaborazioni spicca di sicuro quella con Henning Basse, ex vocalist dei Firewind, una band che ha posto notevole fondamenta alla tua esperienza con i Seventh Season…com’è nato questo sodalizio..con un pioniere del power metal in Europa…?
Altra cosa da non credere, davvero! Anche in questo caso il tutto è avvenuto il maniera molto…”normale”. Ad Henning arrivarono un paio di miei pezzi. Credo gli fossero proprio piaciuti, visto che a distanza di poco tempo mi scrisse: “We should work toghether!” Lì per lì non sapevo che tipo di proposta sottoporgli, anche perchè fu lui stesso a non vincolarmi e a concedermi carta bianca in quella che sarebbe stata l’idea progettuale da sviluppare…mi venne allora in mente un pezzo, che consideravo ottimo, scritto almeno 15 anni fa insieme ad un caro amico, Luca Servida e che aveva tutte le caratteristiche del brano “power metal”, cioè qualcosa di molto affine agli stessi Firewind, nonché agli Helloween con cui sono cresciuto! Gli piacque un sacco e concordammo una sua featuring. Fu da quel momento che - previo coinvolgimento di un altro caro amico nonché ottimo polistrumentista (Federico Farnè) - nacque il progetto Seventh Season!....insomma, possiamo quasi dire…”tutta colpa di Henning Basse!” ahaha;)

Quello con i Seventh Season è il tuo progetto più recente….che ha come riferimento il power metal e che, con la Underground Symphony ha pubblicato, il 7 Febbraio 2019, un primo singolo dal titolo “Season of Life” (https://www.youtube.com/watch?v=TKjfbuzYHCg)…di che cosa tratta il brano che ha un titolo molto suggestivo…?
Quello che cerco di dire in “Season of Life” (e colgo l’occasione per ringraziare la U.S. del carissimo Maurizio Chiarello per questa sua disponibilità) è che la vita, credo un po’ per tutti, è fatta di diverse “stagioni”, non solo anagraficamente parlando, ma anche di chiaro-scuri, di momenti di luce, alternati a fasi di oblio, e che in fondo sia giusto accettarle tutte, per come vengono, con le loro punizioni, ma anche i loro insegnamenti. Rifacendomi all’immagine di copertina, nel brano invito a non rinunciare mai a lanciare quel dado, il dado del proprio destino (“Destiny”, guardacaso, è proprio il 2° singolo a cui stiamo lavorando, come in una sorta di continuazione concettuale…), perché non è mai detto che non possa arrivare il “numero” che aspettavamo da tanto,….il numero vincente!;)

Ritornando invece all’altro progetto, quello nato nel ’95 dei Sintonia Distorta…A PIEDI NUDI SULL’ARCOBALENO (https://www.youtube.com/watch?v=0BeSr-0e2WU), concepisce un’idea molto forte di spiritualità…quasi come fosse una preghiera….
Non so se l’intenzione fosse quella di spingerci così “in alto”!:)...ad ogni modo fa piacere lo si possa leggere anche da questa prospettiva. Il concetto che sta alla base Devo dire che, di fronte ad una rappresentazione di questo tipo, l’interpretazione a cui facevi riferimento potrebbe in effetti trovare la sua valenza! Perciò grazie per avermi, averci, fornito quest’ulteriore, importante, punto di vista!;)….

 Mi ha colpito un brano in particolare del tuo progetto SINTONIA DISTORTA, dove a sonorità di paesi lontani, a colpi di rock sferzante, riesci ad imprimere un’impronta decisa, senza per questo oscurare troppo l’atmosfera, mantenendo quindi una certa penombra….ma con sprazzi di luce….
Credo sia una delle peculiarità del nuovo disco Sintonia. Ciò che differenzia particolarmente questo 2° album dal 1° è stata, soprattutto, la ricerca di certe sonorità, che portassero ad una sterzata più evidente verso il “prog settantiano”, senza però snaturare la nostra identità e certe nostre caratteristiche. Le tematiche trattate nei testi hanno sempre un fine o un risvolto di positività. Se siamo riusciti, come mi dici, a tradurre ciò anche in termini di atmosfere, bè, non possiamo che ritenerci soddisfatti!

Sonia Bellin

sabato 18 aprile 2020

INTERVISTA A FRANKAVILLA E LORD BELMOND





E’ uscito pochi giorni fa su SPOTIFY  il nuovo singolo STELLA COMETA, scritta da di FRANKAVILLA in collaborazione con LORD BELMOND, quasi contemporanea con il radio date, abbiamo rivolto loro qualche domanda in questa intervista, anche perché, il brano presenta un testo di notevole profondità….
 Benvenuto FRAKAVILLA e benvenuto LORD BELMOND, soffermarsi sui testi, in particolare quando si ha a che fare con un  brano che che punta verso il rap, è sempre un viaggio tra giochi di parole, incursioni nella nostra società,  indagini dettagliate , insomma un addentrarsi nel  linguaggio musicale per scoprire sempre cose nuove, anche quando sono davanti ai nostri occhi, ma non riusciamo a coglierle….
La musica da sempre unisce ed è grazie a queste unioni che si ha la possibilità di scoprire nuove realtà e nuovi orizzonti.
Il nostro incontro è l’esempio di tutto questo.
Abbiamo fuso i nostri generi musicali dando vita ad un brano che guarda alla società, alla sua solita routine, alla vita di tutti i giorni.

“Abbiamo perso il nostro affetto per le cose buone abbiamo perso anche la fede nella religione”Mi è piaciuta questa frase che ho sottolineato analizzando il vostro brano e colgo l’occasione per richiamarla in causa… si parla forse troppo poco di fede nelle canzoni, non solo nella religione, ma anche in generale, nei valori, negli affetti….il tema del brano poi è in parte anche questo….
 Il concetto della canzone è proprio questo, non siamo praticanti cristiani (Frankavilla lo è) non apparteniamo ad alcuna setta o religione.
Ma siamo nati con dei valori umani che a poco a poco stanno diventando utopie.
Pian piano questi valori stanno scomparendo ed è sempre più evidente la trasformazione dell’ uomo, che da essere evoluto è diventato una bestia.

STELLA COMETA, infatti, non è soltanto un brano, per così dire “sociale”, come lo sono molti brani facenti parte del genere rap…sono molti i concetti affrontati,abbiamo ricordato prima la fede, ma poi anche la necessità di prendersi una sorta di “responsabilità umana e umanitaria nei riguardi della terra”….
Dobbiamo iniziare a fare la cosa più semplice ma che ci viene più difficile, comportarci da abitanti del pianeta Terra.
Perché questo siamo ed il pianeta è solo uno, non è che ne abbiamo un altro di scorta.
Questo pianeta può sfamare tutti, può dare una casa ad ognuno di noi, ma a causa dello stile di vita che abbiamo, per colpa del dio denaro, stiamo distruggendo il nostro pianeta e con esso anche il nostro futuro.
Dobbiamo cambiare strada e modo di vivere altrimenti andremo verso l’ auto distruzione.

In questo periodo di emergenza sanitaria, ben si vede, a proposito di rispetto per il pianeta e nei riguardi della tutela del territorio , quanto l’uomo è capace di rovinare e di sovvertire l’intero ecosistema…
L’ augurio è che questa quarantena, abbia portato tutti noi e soprattutto chi ci governa a fermarsi a riflettere.
Non tutto il male viene per nuocere, il pianeta respira, il livello di inquinamento dell’ aria è diminuito in maniera esponenziale.
Quindi abbiamo una base da cui ripartire, iniziare a lavorare per la natura, non per distruggerla.

A proposito di inquinamento poi… questo non è l’unico brano che parla di ambiente e del bisogno di far fronte ai vari disastri ecologici….avete in programma anche una canzone che si intitolerà FUMA LA CITTA’…
 “Guarda come fuma la città” sarà una collaborazione a tre, oltre a noi due ci sarà Mimmo Freezer, un altro componente dei Sud Foundation Krù, che da sempre tratta tematiche di denuncia insieme ad altri artisti tarantini.
Parlerà del grande mostro di acciaio, ‘l ex Ilva di Taranto, un grande dramma per la nostra terra.
Così come si auspica accadrà con “Stella cometa”, anche con quest’ altro brano proveremo a lanciare un messaggio con rime e buona musica, il beat sarà sempre quello di Don Pablo Man.
Nonostante i tempi non siano dei migliori, la musica non si ferma, STELLA COMETA ha un titolo che calza a pennello con il significato che molte persone si sentono di dare alla speranza…Il brano è per caso, stato scritto prima, di quella che è stata dichiarata una pandemia mondiale…?
 Il brano diventa un inno di speranza grazie al ritornello di Frankavilla.
“Stella cometa” è stata scritta molto prima di questa pandemia, quando abbiamo terminato la canzone i TG non avevano ancora parlato dei casi in Cina, lo avrebbero fatto dopo qualche giorno.
Purtroppo a causa di questa situazione non siamo riusciti a completare le riprese del video clip, ma lo faremo il prima possibile, anche perché ormai la musica non si ascolta soltanto, anzi, oggi come oggi la musica si guarda.
“La storia non la conosciamo è tutta una finzione”cantate in STWELLA COMETA: ritenete che questo periodo critico e ammortizzato dalle restrizioni, possa essere una lezione da cui imparare qualcosa…?
Si, riteniamo e soprattutto speriamo che quando questo bruttissimo periodo con tutte le sue restrizioni finirà, si diventi un po' tutti più coscienti, sotto sotto anche più ribelli.
Speriamo si possa capire che uno dei principi fondamentali sia quello di lottare per i propri diritti.
Bisogna tenere bene in mente questa cosa tutte le volte in cui, le scelte sbagliate di chi ci governa, tenderanno ad opprimerci, con i loro errori.
La vita è il bene più prezioso.

Lord Belmond e Frankavilla

 Intervista a cura di Sonia Bellin

mercoledì 15 aprile 2020

INTERVISTE DA....QUARANTENA!



Altra telefonata…altra intervista..questa volta con Fabien, cantante, musicista, rapper….poeta, che rilascia nei suoi testi, tutta la sua sensibilità. OLTRE è l’ultimo di questi, uscito diverse settimane fa in molte radio italiane….


Ben ritrovato Fabien,

dall’ultima volta che ci siamo sentiti ne sono cambiate di cose…
Riguardo a questa situazione che stiamo vivendo, questa emergenza sanitaria, cosa ti senti di dire?
Sono molto attento a quello che succede fuori e sto giusto prendendo spunto da tutto questo per scrivere qualcosa di nuovo, un motivo in più ecco, per avere nuove ispirazioni e quindi per avere del nuovo materiale…uno spunto obbligato purtroppo, diciamo che si tratta dell’unico modo per rendere  questo momento, positivo: impiegare il tempo per dare forma a qualcosa di creativo insomma….

Dunque uno stimolo per scrivere, ma immagino anche per riflettere…anche sul tempo che viviamo oggi….

Si esattamente, ho riflettuto parecchio sia sulla reazione dello stato, del ruolo dei media, della comunicazione…e tutto questo mi ha dato davvero un grande stimolo dalla gente che canta nei balconi, alle news e alle varie modalità di veicolarle…insomma devo dire che questo covid mi ha dato un bel po’ di spunti riflessivi….

Riflessioni che poi, naturalmente, ritroveremo nei prossimi brani….

Proprio così, i brani avranno tra di loro il filo conduttore di questa crisi, di questa periodo in cui tutto sembra fermarsi…punto per punto mi sono ritrovato ad analizzare politica, religione, società, cercando di dare il mio punto di vita, una sorta di diario fatto a canzone, ascoltabile.

Per quanto concerne  questi numerosi hasthag nati in seguito a questa emergenza, #andràtuttobene #celafaremo…cosa ne pensi…?

Penso che minimizzino lo stato di cose non dando il giusto peso alle circostanze; secondo me, non va affatto tutto bene e parlo soprattutto a nome di tutta la schiera di educatori che parlano ai bambini…purtroppo ci sono stai dei morti e ce ne sono continuamente…la situazione attuale non va affatto bene..andrà come andrà ma non si sa….

A proposito del tuo ultimo singolo OLTRE, guardare OLTRE ora risulta molto difficile….

Si non è per niente facile..riguardo le cose che sto scrivendo diventa un momento molto prolifero perché è anomale come situazione…ho infatti parecchie cose nuove e penso bene che cercherò di fare uscire i vari brani sull’argomento fra un massimo di tre mesi…infatti non avrebbe senso trascorrere troppo tempo quando magari la situazione è passata…

Dato che li hai poco fa nominati, cosa ne pensi di questi flash mob sui balconi?

Personalmente non ho partecipato e non mi sembra nemmeno troppo artistica come idea…come ricordavo poco fa, ci  sono state delle persone che hanno subito gravi danno, non solo economici, gente morte, poi c’è gente che fa turni lunghi di 10 ore e quindi questi episodi sarebbero anche una mancanza di rispetto…la gente che magari vorrebbe dormire…il vicino che gli è morto il padre, l’imprenditore che non riesce a a pagare il suo dipendente…credo che occorre avere uno sguardo  più ampio rispetto a quello che accade

Superficialità, poco buon senso, ma anche senso della solidarietà…

Si ecco, l’aspetto positivo è forse questo: tanta gente che mette da parte l’egoismo, altra che si prodiga per gli altri, per chi non sta bene….ecco all’esibizionista di turno che si mette a cantare sul balcone giusto per avere dei like in più sui social, preferisco chi impiega il suo tempo nell’aiutare concretamente gli altri…

Uno sguardo che va quindi OLTRE la superficialità, cogliendo i veri valori e che cerchi di piegare la situazione a nostro favore….

Si, esatto…Molta gente non è che non abbia questo senso di guardare in profondità…il problema è che non si sofferma…e vive in superficie: .è come è come se camminasse con uno specchio davanti, di fianco si c’è qualcosa, ma di fonte ci sei tu e basta, la tua immagine riflessa e invece di andare a fondo, sei costretto a guardare soltanto quella tua immagine riflessa…Penso che la musica sia anche comunicazione OLTRE che tirare fuori emozioni…tuttavia oggi come oggi, le canzoni sono raramente un modo per comunicare qualcosa di profondo, è pieno di canzoni banali, d’amore, ma poco o nulla di introspettivo, devi altrimenti scavare a fondo anche qui, nell’underground, il problema però sta a monte :tutto si muove attraverso la pubblicità…


martedì 14 aprile 2020

#RESTIAMO A CASA: ANCHE MOKA AMBASCIATRICE DI SPERANZA





Un momento particolare, che ha del surreale, così ha descritto Moka questa crisi sanitaria che sta colpendo  tutto il mondo e che da mesi or sono, ha stravolto l’intera società. Notizie, relazioni, abitudini…Siamo vittime si, ma allo stesso tempo siamo anche complici di quella che potrebbe essere una rinascita. Per questo, ma soprattutto per tutelarci, anche Moka ha invitato tutti suoi fans e amici, a restare a casa, esprimendo il suo disagio nel definire questa condizione, con  la consapevolezza che ce la faremo, uniti #celafaremo. La musica ora più che mai, riesce ad annullare le distanza, a farci davvero sentire più uniti, perché accomunati dalle stesse note che viaggiano sulla medesima lunghezza d’onda. Onde che hanno incrociato poi il nuovo singolo di MOKA,THE BLAME, un brano che risente di uno stile prettamente anni ’90 ma dentro cui Moka ha immesso sonorità di tendenza e tanta voglia di comunicare entusiasmo. Parlando di sé, della propria forza femminile, ma anche di come i rapporti stabiliti oggi giorno, manchino di quella intensità di quando i canali per comunicare erano ridotti; questo si è poi sedimentato nella nostra coscienza, dando adito spesso a sensi di colpa, che nella realtà vera, non hanno senso e servono solo per affievolire la nostra serenità. Ma dato il momento, e date le circostanze, Moka fa risaltare in questo brano, tutta la magia e la meraviglia, la stessa con cui lei ha accolto la notizia dello straordinario successo del brano, trasmesso dai più grandi network nazionali, compresa Rtl e Rds. Inutile soffermarsi sulla soddisfazione di Moka quando ha recepito il grande riscontro che ha avuto il brano e il videoclip su You Tube. Felice e soddisfatta ma con i pedi per terra: “Il successo lo devo soprattutto a chi mi segue, mi sostiene,  e a chi ha lavorato con me, ai miei collaboratori; ogni progetto nasce magari da una persona, ma è l’unione che fa la forza, anche per questo non mi stanco di dire insieme #celafaremo!!!

Sonia Bellin

giovedì 9 aprile 2020

AL TELEFONO CON MOKA: LA CANTANTE DI “THE BLAME”






Un ben ritrovato a Moka, al secolo Monica Docci, cantante toscana che sta spopolando in questi giorni in un bel po’ di radio interessanti…
E proprio da qui iniziamo… il tuo ultimo singolo THE BLAME, ha riscosso talmente tanto successo da essere stato anche trasmesso da alcuni famosi network nazionali, come  radio Monte Carlo ed RDS…come hai accolto la notizia?

La notizia mi ha colto di sorpresa…mi ha lasciata entusiasta, come tutta la mia famiglia chi mi supporta, i miei amici…il fatto che Radio Monte Carlo, Rtl, Rds e tantissime altre radio nazionali mi trasmettono…ecco mi fa capire tutta la gavetta, il percorso fatto in precedenza forse è servito a qualcosa… a trovare anche una strada nel canto in quanto io sono una cantante dance ma anche pop leggera...per cui è stata una doppia soddisfazione…!

Oltre a queste radio famose, il brano è anche stato messo in onda da più di 600 emittenti …numeri davvero sensazionali per un artista indipendente…a cosa devi tutto questo successo…?
Il successo è dovuto penso all’umiltà con cui si fa questo mestiere…al fatto di rinnovarsi sempre, di avere grandi persone che ti stanno dietro, con pezzi nuovi particolari...quindi lo devio a tutti i miei collaboratori, ai miei fans, a tutti i miei amici che mi seguono… Abbiamo raggiunto più di 600 radio in tutta Italia ma anche all’estero, con altri pezzi per cui siamo nelle classifiche, ormai da Luglio dello scorso anno…naturalmente il periodo è particolare, possiamo fare poche cose ma fatte bene..Si lavora sodo e poi tutte le cose belle di quest’anno si rimanderanno forse a settembre, ma ci saranno poi altri pezzi per l’estate

Il titolo in italiano sarebbe “La colpa”, e c’è un frammento del testo dove tu affermi “…non voglio prendermi la colpa ma voglio sentirmi libera…”, quasi una sorta di presa di coscienza femminile quindi…
Si diciamo che questo è un brano molto incisivo, è un brano semplice come del resto il video….La  colpa considerata come una specie di prigione…infatti può essere considerata come una sorta di presa di coscienza femminile: il fatto di non essere mai prigioniera di ciò che non ci piace a di arrivare a sperare quello che si vuole, un rapporto con una  persona che ti tiene fra le sue mani con le amore…un un po’ il rispecchio femminile di questa società, ho voluto vedere tanti frammenti dell’animo femminile….

A tal proposito la tua ascesa nelle classifiche dimostra proprio questa volontà di chiarire i propri obbiettivi, di mostrare i denti, senza appunto pensare alla colpa, ad eventuali rimpianti….
Io sono una che alla mia età non molla mai e che non ha mai mollato…sono sempre arrivata dopo volevo arrivare, anche negli studi…sono tenace, ora sono al terzo anno per insegnare canto, poi ho diverse lauree, dei master per cui non mi fermo mai e difficilmente ho dei rimpianti…la mia difesa è stata quella di puntare sempre in alto, mostrare sempre i denti, di non tornare indietro ma guardare sempre  avanti

Qual è stata la fonte di ispirazione del brano?
Il testo è scritto da me. È piaciuto subito questo progetto..io amo vedere tutte le anime dell’essere umano e in questo caso anche l’animo femminile per cui mi piaceva questa idea della libertà ..di sentirmi libera, ma allo stesso tempo di avere un rapporto, cercare di allontanarsi…ciò che si vede in questa età moderna…quindi poche parole per esprimere ciò che vedo ultimante osservando l’interagire nei vari social network, nella vita di tutti i giorni, nei quotidiani e quindi è proprio questo che mi ha ispirato…

Uno stile molto fresco e accattivante è quello di THE BLAME….tuttavia con un testo molto incisivo….
 E’ uno stile anni ’90 quindi volevamo mettere uno stile particolare per carpire sonorità datate con qualcosa nuovo, ritornello incisivo con un testo semplice però appunto accattivante; per questo forse quando inizi ad ascoltarlo non riesci a finirlo… siamo anche per questo credo a 15.000  visualizzazioni in pochissimo tempo…del resto si tratta di un video semplice, realizzato dal regista Roberto Paolini, il quale ha  anche vinto molti premi, tra cui il  Videoclip Music Award a Sanremo …ci è piaciuta l’idea di un video semplice ma con colori particolari in cui risalta il posto in cui siamo e spero che sia piaciuto alla gente…

Il periodo che stiamo vivendo è alquanto particolare. Un‘ emergenza sanitaria che ha innescato restrizioni, paura, senso di fragilità…come reagisce Moka in questi momenti…?
 E’ uscito proprio pochi giorni fa un articolo sulla NAZIONE che parlava di questo…che diceva “restate a casa, ascoltate la buona musica perché il momento è surreale”. Sentirsi in radio è una cosa che ho sempre sognato e quindi ho reagito anche mandando un messaggio a tutti i miei amici e fans per dire loro che “andrà tutto bene”, ricordandosi sempre di sorridere il più possibile e di essere sempre positivi al massimo

Quale valore ha in questi casi la musica, non solo per te come artista, ma anche per le persone…?
 Il valore della musica in questi casi è fondamentale, ho fatto anche quella bellissima esperienza del Rocking in 1000 che mi ha dato la possibilità di registrare l’inno nazionale e la musica i questo caso unisce, ecco forse anche per questo THE BLAME sta avendo questo successo, perché dà un motivo per essere più leggeri…La musica in questo periodo ha davvero un grande valore, quindi dico veramente…”restiamo  a casa”, aspettiamo che passi questo momento e con la musica cerchiamo di stare uniti come se tra di noi ci fosse un legame… 

Sonia Bellin
 


martedì 7 aprile 2020

#ANDRA’TUTTOBENE: IL NUOVO SINGOLO DEGLI ARKA








Impossibile non emozionarsi e non trattenere una lacrima di commozione ascoltando il nuovo singolo degli ARKA che, come titolo, riporta uno degli hasthag più richiamati in questi tempi di emergenza sanitaria: #ANDRATUTTOBENE. La fermezza con la quale Gianni Trematerra pronuncia tali parole, comunque la pensiamo,fa davvero percepire tutta la speranza riposta in qualche angolo nascosto del nostro cuore. Con una timbrica graffiante memore di un romantico Ligabue, Trematerra fa letteralmente vibrare le corde dell’anima, in accordo con una melodia distesa, che cerca di trattenere il tempo. Un tempo che ora vediamo scorrere lento… a fatica …ma che non lasciamo soltanto passare perché “Torneranno tutti i tuoi giorni, ma prenditi il tempo che vuoi per viver ogni giorno tutta la vita che ora passerà di qua” . Niente e nessuno può distoglierci dalla speranza, come dimostrano le immagini che scorrono nel video: arcobaleni ricurvi come abbracci  e disegni pregni di colori, tra fotografie che dipingo un’Italia ora più che mai unita. Perché è proprio in questi momenti, nei quali ci sentiamo tramortire dalla paura, che una forza nuova e irremovibile si fa spazio dentro di noi . “Ricordati quei giorni che hai avuto paura, ti serviranno forse a non piangere più “: la paura affrontata oggi, come rimedio contro la paura di domani: la consapevolezza che possiamo imparare giorno per giorno ad essere migliori, tutti stretti dentro un abbraccio perché “Un abbraccio può fermare il tempo, quel tempo che non tornerà più” e nel frattempo riflettere su queste “Parole che battono a tempo dentro ad una musica che porta il rumore della felicità” : nel silenzio della solitudine, c’è chi vive ora la distanza ed  anche un semplice pensiero, rivolto a chi vogliamo bene, ha il suono della felicità.
Un grande e gradito ritorno quello degli "ARKA", progetto musicale nato circa un anno e mezzo  fa da un’ idea del cantante Gianni Trematerra e dall'incontro con altri 4 musicisti casertani: Dino d'Errico (chitarra elettrica),  Carmine Silvestri (batteria), Massimo Nastro (chitarra elettrica) e Giovanbattista Suriano (basso) , e che, dopo diversi anni di  cover, decidono che è tempo di dedicarsi alla scrittura, facendo nascere dei brani inediti, che rappresentassero il loro mondo e la loro voglia di farsi sentire, soprattutto in giorni come questi, con un pensiero fisso che PASSERA’ , ma soprattutto che “Cambierà e la vita impareremo ad amare”

Sonia Bellin